venerdì 6 maggio 2005

1
Qualsiasi riferimento ad avvenimenti e persone esistenti non è del tutto casuale, ma non si può dire che le persone qui descritte e i fatti di cui qui si parla siano reali, se non in qualche parte della mia testa - o meglio: in qualche parte della mia lingua. Che poi, io, con questa limitazione, intenda dire che i fatti non sono reali - come tra l'altro ho appena fatto - e cioè che la realtà reale e la realtà della mia lingua siano gerarchizzate e che quindi una sia più reale dell'altra, questo è un altro discorso - per quanto, lo ammetto, il sintagma realtà reale possa far pensare a un diverso grado di realtà rispetto ad altre realtà, magari più isolate o del tutto personali.

2
Tu pensi di pensare e invece sei lì che pensi di pensare di pensare, cioè ti immagini di pensare e invece non è così, ti immagini di immaginarti di pensare, perchè tu non ti immagini mai che non pensi e che invece tu produci immaginazioni di pensiero che è altra cosa, sono pensieri pensati da altri che ripercorri pensando, immaginando, schemi immaginativi che applichi a immaginazioni già immaginate, a pensieri che hai letto o sentito ma non pensato, pensieri di immagini di pensiero immaginativo, meta pensiero, meta meta immaginazione, immaginazione sull'immaginazione dell'immaginazione, pensiero sul pensiero sul pensiero sul pensiero - leggi così, amico ingegnere: {pensiero sul [pensiero sul (pensiero sul pensiero)]} - in un tornado pensieroso e immaginativo che scoperchia - con un pop da tubo pringles - il cranio avvitato a bell'e meglio, tenuto magari semistabile con lo scotch - scotch di carta, naturalmente.

3
Poi dice: Il tuo blog. Allora io tento di cambiare discorso. E lui dice: Il tuo blog, è così: tu sei in casa, poi esci, incontri qualcuno e ti stupisci; cioè tu sei isolato poi esci e ti stupisci; tu ti stupisci dell'esistenza del mondo; tu esci e pur sapendo che fuori esiste qualcosa ti stupisci lo stesso della sua esistenza; pur essendo consapevole che fuori di te c'è altro - altro da te - e pur in grado di sapere che fuori da te c'è tutto il possibile altro - cioè le condizioni e le combinazioni di alterità fuori da te sono infinite e tutto può capitare - tu di stupisci perchè l'alterità che trovi fuori è altra oltre a quella che ti immaginavi; cioè: tu nel tuo blog, uscendo, confrontandoti con l'altro, ti stupisci dei limiti della tua immaginazione del mondo; cioè esci dai confini di una fantasia diciamo un po' intorcolata su se stessa in un mondo nel quale vorresti immergerti - più che altro ti immagini di volerti immergere, perchè quando pensi di immergerti ancora non ci sei immerso, nel mondo, e non sai cosa ti aspetta immergendoti nel mondo - e confonderti con gli altri, ma non puoi perchè il mondo è altro dalla tua immaginazione del mondo: il tuo stupore è ciò che ti permette di stare a un passo dal mondo, di rifiutarlo pur volendoci entrare - anche se, naturalmente, tu vorresti entrare in un mondo che non è il mondo: è solo, insisto, un'immaginazione del mondo, parziale, e, proprio per questo, esclusiva, nel senso che ti esclude dal vero mondo - è così? E' così il tuo blog? Ti ritrovi in questa descrizione del tuo blog?

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