venerdì 30 aprile 2004

Da due giorni l'odore delle melanzane ai ferri ha invaso la cucina, si è insinuato tra i mobili, sbuca dai cassetti aperti. La casa è sotto l'attacco dei martelli pneumatici e trapani con punte lunghe un metro. Il rumore ha brevi pause interlocutorie (si sente bisbigliare nei buchi provocati dal silenzio) riprende quando pensi che tutto sia finito. Mia madre si stupisce di come il gelsomino rifiorisca ad ogni primavera; mi avverte sempre con sorpresa ai segni della prima fioritura. Ma sulle scale scricchiola il linoleum, nessuno ha pulito le macerie dei muri - i mattoni a vista incrinati e sparsi sul pianerottolo - e il vento ha punteggiato il fiume di foglie e polvere gialla. Non si riflette nulla sull'acqua se non ombre monocrome. A volte penso che ti sto semplicemente aspettando.

martedì 27 aprile 2004

La lobby dei postini ha abbandonato sullo zerbino tre messaggi minatorii scritti sul retro di fotografie di cassette postali. Dicono di comprarne una, di cassetta, che sono stufi di dover suonare il campanello ogni mattina, col rischio di non trovare nessuno in casa. Se non lo faremo, la prossima volta qualcuno di noi si sveglierà con il manubrio decapitato di un motorino nel letto.

Mi prendono strane nausee ultimamente. Nei momenti più impensati lo stomaco mi si attorciglia, si strizza e dondola, coinvolgendo i vicini di torace. Allora sto zitto e aspetto che passi. In quei momenti il mio campo visivo si restringe; ai margini compaiono degli aloni bianchi, istantanei; mi sembra di vedere cose che non ci sono. Ieri pomeriggio, per circa un quarto d'ora, ero sicuro che ci fosse un'anatra davanti a me.

- Io a manifestare per dei mercenari non ci vado. Ho già manifestato contro la guerra, ho appeso anche la bandiera. Se quelli di Forza Italia pensano che sia il caso di organizzare una manifestazione contro la guerra, che lo facciano, che si prendano la responsabilità delle loro contraddizioni. Se lo fanno, ci vado, giuro che ci vado anch'io, vado a vedere. Ma se pensano che io, di mia spontanea volontà, mi lasci ordinare da quattro terroristi in tenuta verde di scendere in piazza per salvare la vita a tre mercenari, be' si sbagliano.
- ...

Aprile è il più crudele dei mesi, genera
cartelloni elettorali dalla terra addormentata, confonde
ricordo e desiderio, risveglia
oscure radici con la pioggia di primavera.

T.S. Eliot, più o meno.

lunedì 26 aprile 2004

Morsicherei la gente sulla testa.

giovedì 22 aprile 2004

Sono perseguitato dai martelli pneumatici e dal malessere della telefonia mobile.




(oltre che da tutto il resto, naturalmente)

lunedì 19 aprile 2004

- Allora sei pronto?
- Cosa? Per cosa?
- Il concerto. Stasera c'è il concerto.
- Che concerto?
- Dai, quello di Mat. Il concerto metal.
- Uh?
- Ti passo a prendere alle undici, mettiti la maglietta.
- La maglietta...
- La maglietta metal: ricordati la maglietta!

Spengo campo minato - rinuncio all'idea di rimanere a casa a battere il record - le mie serate recentemente non sono proprio il massimo - riesumo da un cassetto la maglietta metal - considero la possibilità di scappare - c'ho quasi trent'anni perdio! - indosso la maglietta - mostro le corna allo specchio - scuoto su e giù la testa, veloce -
... coi capelli corti non fa lo stesso effetto...

Zona industriale, undici e un quarto.
Tra i capannoni, il Country Star.
Dici: Country... e il metal?
Già: benvenuto nel regno della sincronia.

Ai lati dell'ingresso sono disegnati due cavalli. Entriamo. Poster di film western alle pareti. Murales di cowboy in pieno malboro country. Odore di brusìn. Divanetti da sala d'attesa del dentista. I due gestori - marito e moglie - quasi due nani - più o meno centovent'anni entrambi.
E poi: il metal.

- Ecco, sì - dice indicando il bagagliaio - appoggia la tenda qui.
- Be' insomma, come è andata?
- Bene. Al Bobourg ho visto una mostra sui manifesti di Hitchock.
- Bella?
- Una figata. Tieni, ti ho portato un regalo.
Mi passa un sacchetto di carta, sottile. Tiro fuori una cartolina: è la riproduzione della locandina di un film,
Il ladro, ma è in originale, col titolo originale: The wrong man.

Ci sediamo tra i metallari. Sembra una riserva, un parco naturale: qui gli ultimi esemplari di una specie in via d'estinzione. Stanno seduti ad ascoltare i gargarismi del cugino It sul palco. Quando il secondo gruppo intona (intona?) Zombi Raising, vedo una sottile commozione negli occhi di T. Qualcuno alza il braccio col dito indice puntato sul gruppo.

- Mi sembra che stai meglio, dalla voce
- Certo. Se mi allontano da te sto meglio
Ride
Rido: - No, è vero, non sto scherzando.
Ride di nuovo
Rido di nuovo: - No, sul serio, sono serio!
Ridacchia.
Ridacchio: - E' così, lo giuro.
Ridiamo.


Così, a un certo punto, visto che comunque, nonostante il metal, continuo ad estraniarmi e a ripensare ai cazzi miei e mi invortico sempre, come sempre, nei soliti orrendi processi circolari, sovrapponendo ricordi e oggetti e alimentando l'angoscia temporanea - sempre meno temporanea - decido di uscire a prendere un po' d'aria.
Piove e attorno non c'è praticamente nessuno.
- Signor L?
Mi giro. C'è un uomo in impermeabile. Ha la faccia sottile, rasata. Pochi capelli grigi.
E' poco più alto di me.
- Lei ha bisogno del mio aiuto - dice.
- Chi è lei?
Mi passa un biglietto da visita: - Tenga - dice - Adesso però devo andare. Ma ci rivedremo presto. Lei ha bisogno di me.-
- Scusi, ma come... chi... - chiedo, mentre si allontana. Cammina lento, poi svanisce, lasciandomi solo.
- Ma che... -
Adesso si sente solo il rumore attutito della batteria e delle chitarre elettriche.

Sul biglietto c'è stampato, in rosso: "Viktor Sklovskij - Formalista russo."

venerdì 16 aprile 2004

Bella primavera del cazzo.

- Oh, ma sai che è pieno di film porno in tv?
- Ma scusa: guardi la televisione mentre sei al telefono con me?
- No, no... cambio solo i canali...
- Ah be', allora... stavo dicendo...
- Sì...
- Ma mi ascolti?
- ...
- Smettila di seguire il film porno.
- Cosa?
- Smettila di seguire il film porno!
- Non sto guardando un porno.
- Sì, tu stai guardando un porno, si sente.
- No, ti sbagli, non sto guardando un porno. Stavi dicendo?
- Dicevo che... no, non mi stai ascoltando, smettila...
- Ti dico che non sto seguendo un porno!
- ...
- Giuro! Non ne sto seguendo uno.
- Ne stai seguendo due.
- ...
- ...
- Ok, spengo la televisione. Dicevi?
- Non hai spento la televisione
- Sì, che l'ho spenta.
- E cosa sono quei gemiti che sento?
- Sono i vicini.
- Non hai vicini in quella parte della casa.
- ... C'è la finestra aperta.
- Spegni la televisione.
- Ma adesso c'è una scena dove lei è su un tavolino e lui...
- Spegni.
- Ok.

martedì 13 aprile 2004

Semplicemente, non è successo niente.

mercoledì 7 aprile 2004

Il primo pensiero è: coglionedeficiente.
Il secondo pensiero è: coglione o deficiente?
Il terzo: coglione E deficiente, mona.
Il quarto: coglione, deficiente o mona? o magari: coglione deficiente, oh mona (vocativo)?
Il quinto: coglione E deficiente E mona, cretino.


Così via, così via.