giovedì 28 novembre 2002

Ah ma oggi, ma oggi mi sento proprio così, diobuono, (si può dire diobuono? o la censura censurante censurerà il censurabile?) Sarà il vino? Sarà la voglia di parlare? che oggi se mi beccate, eh, sono in vena di confidenze.
Ma sì, ma sì.
In verità dopo il film di Michele Placido, Dino Campana insomma non è più molto frequentabile, con quella faccia un po' così che abbiamo noi quando siamo Stefano Accorsi, ma vabe' vabe'.

BATTE BOTTE

Ne la nave
Che si scuote,
Con le navi che percuote
Di un'aurora
Sulla prora
Splende un'occhio
Incandescente:
(Il mio passo
Solitario
Beve l'ombra
Per il Quai)
Ne la luce
Uniforme
Da le navi
A la città
Solo il passo
Che a la notte
Solitario
Si percuote
Per la notte
Dalle navi
Solitario
Ripercuote:
Così vasta
Così ambigua
Per la notte
Così pura!
L'acqua (il mare
Che n'esala?)
A le rotte
Ne la notte
Batte: cieco
Per le rotte
Dentro l'occhio
Disumano
De la notte
Più lontano
Per le rotte
De la notte
Il mio passo
Batte botte.

Dino Campana, Canti Orfici.

mercoledì 27 novembre 2002

Ok,
chi è
lo
spiritoso
che
oggi
pomeriggio
mi ha
rubato
i parafanghi
della bici?
(facendo tralatro un notevole lavoro?)

eh?

martedì 26 novembre 2002

Conversazione frequente in questi giorni

- Che cazzo hai fatto?
- Che?
- Cosa hai fatto? sembri un bambino.
- No, niente. Ho tagliato i baffi.
- Ah, ecco. Checcazzo. Sembri un infante. Vuoi del latte?

Intanto ieri un cane mi ha seguito, sotto la pioggia.
Un cane gigantesco e nero.

domenica 24 novembre 2002

Mi taglio i baffi e quei pochi peli che ho sul mento: sembro un diciasettenne.
Mia madre, ridacchiando, mi chiede se ho problemi ormonali, perchè non mi cresce la barba.
C'ho una mamma spiritosa, c'ho. Un comico, praticamente.

La manifestazione più triste della storia, a Padova - contro la squadraccia speciale dell'assessore Saia, e contemporaneamente in solidarietà con i disobbedienti arrestati - con la pioggia: saremmo in mille o poco più - e attorno tutti i padovani bene che guardano ridendo mentre ci danno dentro con le spese natalizie prima ancora che i commercianti addobbino le strade - ma le vetrine già da un mese sfoggiano lucette e cappelli da babbonatale. Sfiliamo. Sfilamo tra le piazze. Alle volte non capisco se il corteo è già finito, o se per sbaglio mi sono confuso tra la gente in giro a fare shopping; e vedo pochi poliziotti, c'è - fortuna - un megafono davanti, e ai lati ragazzi leccatissimi con spriz in mano.
E' periodi di folpetti.
Almeno in piazza, dopo, ci rifacciamo pure noi: con vino bianco e mandarini; comprati dal fruttivendolo più nevrastenico del mondo, ma buoni (una sera con la pioggia m'ero permesso di ripararmi sotto la tenda del suddetto, che - le vene al collo quasi sull'esplodere - mi disse: io! io lo pago questo spazio! è mio! riparati sotto i portici! l'ho pagato questo pezzo di piazza!
E' che sono una persona pacata e l'ho solo insultato...)

Ah, comunque: mandaranci, non mandarini.

Alle dieci sono a casa, a letto, imberbe.

Sul giornale oggi scopro scritto: Emergenza Sicurezza
E poi: Cori e sfilate nelle Piazze dei giovani ribelli e della CGIL.

Non capisco se sono io o è il Mattino di Padova che ha qualche problema con la sintassi.

giovedì 21 novembre 2002

'!!?
?!!?
??!!!?
spriz
?!?
!,,,.=?
^???^^^

martedì 19 novembre 2002

Il tuo cervello porca puttana gode delle endorfine prodotte dai ricordi puttana vacca fatti violenza porcaccia zozza pensa alla merda.

Bisognerebbe difenderlo, dice
(ma non riesce mica a nominarlo, il gobbo)
E che ne dite voi?
Be' non dico che sono contenta...
Non sappiamo nulla, vediamo le motivazioni
(e ma insomma! non sei mica un politico che deve
stare attento a...)
No, non andrà in galera. Ma la sentenza...
Eppure, una certa soddisfazione.

(è così ingiusto pensare che ci sia la verità?)

domenica 17 novembre 2002

Alle otto di mattina mia madre fa il soffritto.
Ti sembra l'ora? con gli occhi che sembrano porcini.

(Un ritorno delle tre di notte,
in una sera con trenta centesimi in tasca,
a mangiare bagigi dicendo non ho fame.

E in effetti non avevo fame)

Sei arrabbiato?
Io?
Sei depresso?
Sempre, no?
E oggi? Non studi?
Eccheccazzo.

Aspetto che un giorno la mia tesi si gonfi da sola.

Il tempo passato e il tempo futuro
Ciò che poteva essere e ciò che è sempre stato
Tendono a un solo fine, che è sempre presente


T.S. Eliot.

Non che centri qualcosa con tutto questo.
Avevo solo il libro aperto a caso qua davanti.

venerdì 15 novembre 2002

Sono un deficiente?
Be', sì. Sono un deficiente.

martedì 12 novembre 2002

Riordino le idee e ti racconto. Allora.

Al pullman alle otto: sono solo, gli amici
di sempre non potevano; incontro F.
Non abbiamo più molto da dirci, da tempo,
(penso anche di stargli un po’ sul culo)
ma è un bel segno incontrarlo, l’ultima
manifestazione fatta assieme è stata
quella del 25 aprile 1994
(anche questa è stata una liberazione?
dai fantasmi, dai pregiudizi?)
Il mio casuale compagno di viaggio, R.,
russa piano mentre dietro si scolano
bottiglie di merlot. Io provo a leggere
il giornale, ma ho una certa agitazione.
A Firenze mi metto, mi tolgo il corpetto
della CGIL ogni due minuti, poi lo piego.
Mi perdo volontariamente, incrocio
gente di Padova che mai avrei pensato
di incrociare. Senza cellulare incontro
a caso M. Passerò con lei - con le sue amiche - tutto il corteo.
Le finestre sbarrate, alcune coi lucchetti,
sono poche, il servizio d’ordine della
sinistra giovanile è irritante a dire poco,
ma ci sono i camion musicali, e cartelli
e gente travestita, pitturata in faccia.
E lenzuola bianche appese dai palazzi.
Gino Strada di spalle firma autografi
su pezze di stoffa. Il più bel cartello:
“Oriana, va a cagà”. Dietro siamo
seguiti dai Marxisti- LeniniStalinisti
con Stalin accigliato su un cartello rosso;
ad una finestra un bambino dispensa
acqua e the a chi gli chiede.
Un capellone cinquantenne in calzamaglia sopra un tetto,
urla, sventolando una bandiera nera,
“Anarchia gioia e magia” (ma non c’era
anche a Perugia l’anno scorso?)
Siamo due milioni! urla una matta che è con me;
ha Fiori scritto sulla fronte e urla.
Una signora ci regala un cartone di vino
e due bicchieri di vetro: due trofei.
Pisciamo a turno dietro cespugli trasparenti.
Dal cavalcavia si vede sia davanti che dietro
una folla enorme, e luci che si accendono e si spengono;
dai palazzi le persone dicono sono almeno
tre ore che applaudiamo
e lanciano
dai piani alti mazzi di coriandoli fatti
ritagliando l’elenco del telefono.
Il concerto non lo vedo, scappo salutando
a ripigliare il pullman; non vedo polizia
in giro, qualche vigile ecco tutto.
Manco solo io ed altre tre persone
uno lo lasceremo a terra, non si riesce
a contattarlo – un altro dice prima di salire
tutta la sinistra europea si ritrova qui
e noi? torniamo a Padova… (e niente
figa anche sta volta…)

Mi addormento sul sedile mentre
l’autista spara alti i rolling stones.

C’era un mare di persone.
I racconti (alcuni altri) sono qui.

venerdì 8 novembre 2002

a firenze
a firenze!

(questo mese si viaggia)
Va bene. Ci siete stati davvero.
Va bene?

Quando ho visto le foto
ci sono rimasto di merda?

...
Sì, ebbene sì.
...

mercoledì 6 novembre 2002

Venerdì gino e umberto, andando a Lucca per la porrettana, sono passati per Pavana, così dicono, hanno mangiato da checco finendogli la damigiana e hanno suonato assieme per tutto il pomeriggio. Checco si preparava per il concerto di martedì, ma loro gli hanno scombinato tutte le parole de "La locomotiva"...

Loro credono che non ci creda, ma invece io lo so che non sono passati da Checco, perchè gli ho telefonato il giorno dopo e ha smentito tutto. Poi mi ha tenuto al telefono quattro ore a rivedere la scaletta del suo concerto di venerdì, ma è un piccolo prezzo da pagare per conoscere la verità ...

Due giorni dopo gino, dormendo con me in un letto matrimoniale, ha sognato di combattere contro una pericolosa gang di yakuza inferociti.