giovedì 28 novembre 2002

Ah ma oggi, ma oggi mi sento proprio così, diobuono, (si può dire diobuono? o la censura censurante censurerà il censurabile?) Sarà il vino? Sarà la voglia di parlare? che oggi se mi beccate, eh, sono in vena di confidenze.
Ma sì, ma sì.
In verità dopo il film di Michele Placido, Dino Campana insomma non è più molto frequentabile, con quella faccia un po' così che abbiamo noi quando siamo Stefano Accorsi, ma vabe' vabe'.

BATTE BOTTE

Ne la nave
Che si scuote,
Con le navi che percuote
Di un'aurora
Sulla prora
Splende un'occhio
Incandescente:
(Il mio passo
Solitario
Beve l'ombra
Per il Quai)
Ne la luce
Uniforme
Da le navi
A la città
Solo il passo
Che a la notte
Solitario
Si percuote
Per la notte
Dalle navi
Solitario
Ripercuote:
Così vasta
Così ambigua
Per la notte
Così pura!
L'acqua (il mare
Che n'esala?)
A le rotte
Ne la notte
Batte: cieco
Per le rotte
Dentro l'occhio
Disumano
De la notte
Più lontano
Per le rotte
De la notte
Il mio passo
Batte botte.

Dino Campana, Canti Orfici.