giovedì 31 ottobre 2002

Bòn,

si va a Lucca:
allo sbaraglio...

alla prossima settimana.

Ci sono almeno tre cose che una persona sensata non dovrebbe mai fare, subito prima di andare a letto:
1 – riflettere sui propri fallimenti;
2 – mangiare un panino con wurstel, cipolle, salsa rosa;
3 – guardare Porta a Porta.
Ieri, purtroppo, non sono riuscito a svicolare da Bruno Vespa.

Si parlava di Firenze, del Forum Sociale Europeo.
Dopo un’ora e mezza di trasmissione (e duemila incazzature) ho capito:
1 – che l’onorevole Larussa è convinto che a Genova (luglio 2001) ci sia stata un’insurrezione, garbatamente tenuta sottocontrollo dalle amabili forze dell’ordine;
2 – che i Nobili Fiorentini temono l’arrivo di una ciurma di cenciosi con nessun’altro scopo nella vita se non insozzare il loro salotto;
3 – che i proiettili di gomma sono meno pericolosi dei proiettili normali (ma va?);
4 – che i proiettili di gomma sono molto più utili dei lacrimogeni nella guerriglia urbana;
5 – che quindi a Firenze ci sarà guerriglia urbana (un ragionamento stringente.);
6 – che il governo è preoccupato più della salvaguardia dei negozi di Firenze, che dell’incolumità di decine di migliaia di manifestanti pacifici;
7 – che pochi sanno di cosa parlano quando parlano del Forum Sociale;

Spiace solo non aver tenuto queste due settimane tutti gli articoli sull’argomento. Perché se la cosa non fosse preoccupante, sarebbe ridicola - come ridicoli e preoccupanti erano i palloncini pieni di sangue infetto di cui si parlava prima del G8 – come ridicole e preoccupanti sono le perizie fatte per ricostruire il percorso del proiettile che uccise Carlo Giuliani – come ridicole e preoccupanti sono le esternazioni del nostro presidente del consiglio, e come è ridicolo e preoccupante lui stesso, con la sola differenza che lui, purtoppo, non è una bufala.

martedì 29 ottobre 2002

Mezzaluna a mezzocielo, ieri; gialla.

Mia sorella dice Tiziano ferro è innovativo, eh?
(Io lo so, non mi si devono dire certe cose divento…
sì, senza pietà)
Gli americani facevano le stesse cose dieci anni fa, dico.
Dieci?
Anche di più.
Mi fa il verso.

Anna Karenina è incinta –
Vronskij intanto mostra i denti e cade da cavallo.

Non ti fai più sentire?
No, è che è un periodo…
Asociale?
Asocialissimo.
Allora non pranzi domani con noi…
Be’ non così asociale.

Ride a parlare di scarpe.
Eusebio più ti capisco, più mi girano le balle.

La tua irrequietudine mi fa pensare
agli uccelli di passo che urtano ai fari
nelle sere tempestose:
è una tempesta anche la tua dolcezza,
turbina e non appare,
e i suoi riposi sono ancora più rari.

E. M. Dora Markus

I Supertramp sul cavalcavia mi spezzano il fiato,
cambio canale al walkman mentre pedalo
e qualcuno vuole assassinarmi con Battisti;
imbraccio infine un ultimo Tom Waits
che mi salva dal soccombere a Ligabue.

Guardo attraverso le vetrine per vedere se proprio è C. col gomito appoggiato al tavolo a guardare la posta vedo male sto mezzora ad aspettare che si giri o tolga la mano dalla guancia intanto il gestore del bar mi prende per maniaco quasi vuole uscire per scacciarmi. Fortuna che si volta.

Sembro un cane in questa foto.
E io? fumo una volta all’anno e subito mi si fotografa.
Un cocomero, un cane, Ale che sfumacchia; però che foto.

Ci sono giorni in cui davvero mi sento antipatico e molesto e mortale. Non uscire in questi casi, sarebbe cosigliabile. Poi mi dicono: sei acido… io? acido? io?

Dice: certi avverbi non mi piacciono. Dice: chissà se c’è un mercato per queste cose. Dice: in Italia, no, in Italia no. Si sbilancia: parlate con Igort, vi presento Igort.

Allora, mi fa A., ci vediamo lunedì prossimo?
Spiritòs.

Eppure una cosa ancora dopo tutto questo non ho capito:
Notorius… perché si intitola così?

lunedì 28 ottobre 2002

Adesso, se solo riuscissi a cambiare
questi colori orripilanti...

domenica 27 ottobre 2002

questi template fanno cagare.

sabato 19 ottobre 2002

(...) Troppo tardi

se vuoi essere te stessa! (...)

E.M.

venerdì 18 ottobre 2002

...
...
...
...
... ...
... ... ...
no.

mercoledì 16 ottobre 2002

Se non aggiorni, mi dice, se non aggiorni vengo lì ti spacco il culo - no faccio di più mi dice faccio di più vengo a casa tua perchè so dove abiti non cercare di sfuggirmi non puoi sfuggirmi vengo a casa tua so dove abiti e ti suono il campanello tutta la notte e quando scendi ti racconto tutti gli episodi inquietanti e vergognosi della tua vita perchè li so e ne so tanti perchè ce ne sono tanti ed è inutile che fai tanto così l'intellettuale il distaccato io lo so non puoi sfuggirmi ti racconto tutte le merdate che fai che hai fatto in tutta la tua vita e non mi fermo neppure quando tu bastardo ti metterai a piangere per impietosirmi - so dove abiti - e neanche se mi dirai sì lo sono una merda merdosa neanche allora mi fermerò dal dirti tutto tutti i tuoi ricordi più terribili, tutti i tuoi pensieri più agghiaccianti tutte le volte - e sono tante - in cui ti sei comportato ridicolmente come oggi come sempre . sì ecco quindi aggiorna questo cazzo di blog se non vuoi finire male.
mi ha detto.
e io?
che posso fare se non questo?

martedì 8 ottobre 2002

QUEI BAMBINI CHE GIOCANO

un giorno perdoneranno
se presto ci togliamo di mezzo.
Perdoneranno. Un giorno.
Ma la distorsione del tempo
il corso della vita deviato su false piste
l'emorragia dei giorni
dal varco del corrotto intendimento:
questo no, non lo perdoneranno.
Non si perdona a una donna un amore bugiardo,
l'ameno passaggio d'acque e foglie
che si squarcia svelando
radici putrefatte, melma nera.
"D'amore non esistono peccati,
s'infuriava un poeta ai tardi anni
esistono soltanto peccati contro l'amore"
E questi no, non li perdoneranno.

Vittorio Sereni, Gli strumenti umani.

lunedì 7 ottobre 2002

vaffanculo
vaffanculo
vaffanculo
vaffanculo vaffanculo
vaffanculo, eh
vaffanculo vaffanculo vaffanculo vaffanculo vaffanculo vaffanculo vaffanculo vaffanculo vaffanculo vaffancu vaffanculo lo vaffanculo vaffanculo

no ecco, era da un po' che volevo scrivermelo.

domenica 6 ottobre 2002

Dialogo di un studente di lettere con una persona normale.

- Ti offro da bere! Ho finito gli esami!
- Ah, bene. E adesso, la tesi?
- Be' pensavo verso Giugno.
(occhi sgranati): - Così tardi?!

Dialogo di uno studente di lettere con un altro studente di lettere.

- Ti offro da bere! Ho finito gli esami!
- Ah, bene. E adesso, la tesi?
- Be' pensavo verso Giugno.
(occhi a pallettone): - Così presto?!

mah.