mercoledì 30 giugno 2004

Tremate tutti! Tutti!
Sono usciti i bandi dei dottorati!

sabato 26 giugno 2004

Se possibile, il vento - oltre ad alzare i fogli di tutte le stanze trasportandoli per i corridoi e poi in balcone, sulle piante - ha spazzato via l'umidità e la concentrazione. Ieri pomeriggio ero convinto di essere nel 2006. Sono sempre più distratto. I greci della casa di fronte hanno riesumato le bandiere per attaccarle al balcone, accanto alla parabola. Greek Pride: noncuranti lo stereotipo, hanno ballato il sirtaki tutta la notte, bevendo l'ouzo destinato ai matrimoni. Poi, uno di loro, quello che mi saluta solo quando deve chiedermi un favore, per la felicità ha pattugliato padova in cerca di biciclette da rubare. Ieri sbirciavo in libreria le guide per berlino, scandalizzato perchè erano del 2003, al più del 2004. Nel mio sfasamento temporale non riuscivo a capire per quale motivo negli ultimi due anni nessuno più avesse pubblicato guide turistiche di nessun posto. "Ti sei seduta di nuovo sui libri", dice la madre alla figlia, lì accanto a me. Le tira una smanatacciata sul culo. "Ti ho detto di non farlo! I libri sono fatti per essere le-", dice, mentre la figlia, muta, si massaggia il retro, "Sono fatti per essere let- lett- eh? I libri sono fatti per essere let- Rispondi alla mamma!" Mi dimentico tutto, se non me lo scrivo a penna accanto al pollice. Non completo i discorsi, perdo il filo. All'improvviso mi dimentico quello che stavo per dire. Penso ad altro. "Stai riprendendo il tuo colore abituale", mi dice T il lunedì sera, "Verde", aggiunge dopo la solita pausa. Dovrei essere a Genova, oggi, e invece. Mi sono dimenticato di avvertire: a parte i soldi che non ho, a parte che pensavo fosse il 2006, stamattina ero convinto che fosse il 24 e che l'incontro fosse il 26. Almeno il mese lo so, credo. E' giugno, vero? Per strada, una donna con un tailleur giallo punta il dito al petto di un uomo più alto di lei. Lui è biondo, una valigetta marrone, una camicia a scacchi blu. Lei gli dice: "Ve la dovete mettere via", dice, "Ve la dovete mettere via." Lui sta zitto. Lei strizza un po' gli occhi: "Il vostro errore è stato mettervi contro di me." Rallento per ascoltare il resto, ma lei si allontana e lui sta lì in silenzio, fermo. Non so bene quando, in quale istante, ma a un certo punto inizio a tifare Bulgaria. MC, davanti a me, seduto per terra su un cuscino, quando urlo "sfigati!" a chiunque porti una maglietta azzurra, mi artiglia il polpaccio senza farsi vedere e strizza. "Avete sentito Berlusconi?", dico durante l'intervallo, "Avete sentito che mona? I brogli, ziopovero, non sa più che dire...". G, flemmatico, tagliando una torta, risponde: "Se l'ha detto, ne avrà le prove." Un rumore sincronizzato di mascelle che cadono. "Ma..." dico. Lui, serio: "Se l'ha detto, avrà le prove. Vuoi che dica una cosa così, se non ha le prove?" ; "Ma..." esterrefatto, allibito, sconcertato, perplesso, frastornato... "Vedremo", dice. Ruota la mano per chiudere il discorso. Mi guarda negli occhi: "Vedremo." dice, passandomi una fetta di torta.

... mi chiedo se vivo in questo mondo oppure no, oppure la mia dimensione è sghemba rispetto all'altra, reale, dove il tempo è una linea dritta che non si intorcola, dove il qui e l'ora sono uguali per tutti, la gente ha le idee chiare, sa sempre come comportarsi, conosce le regole sociali, le generalizzazioni valgono e si può predire il comportamento di qualcuno conoscendone il sesso, l'età, la classe sociale e qualche altra variabile di poco conto; dove la memoria è rigorosa, senza buchi, senza interpretazioni, il passato è quello che è stato e basta e non è mai diverso da persona a persona, il ricordare non è mai un reinventare, sui libri non ci si può sedere, perchè sono tutti sacri e poi...

martedì 22 giugno 2004

Con Rachele il sabato mattina

Rachele: ?corridore?
Ale: madame! quanto tempo!
R: finalmente! ti avrò lasciato 32057414857,6 messaggi mentre tu non c'eri!!
A: non me ne arrivato nemmeno uno, pensa
R: ma non ci credo
A: giuro, giuro! altrimenti ti avrei risposto
A: cosa mi dicevi?
R: ti dicevo:
R: aleeee
R: iuuuhuhhh bollicina di acqua lete
R: corridoreee
R: e te non rispondevi mai. anzi ti disconnettevi con aria di sufficienza.

R: e la bici?
A: rubata, cazzo
R: ma per davvero? non era una finzione letteraria eh?!
A: no, no, ziomaiale, tutto vero, ma tutto tutto
R: anche tua madre e la radio!!???
A: soprattutto mia madre e la radio.
R: e adesso? quale futuro per ale? ti butti nella corsa?
A: cercherò una bici usata- intanto uso quella di mia madre, oppure vado a piedi.
R: quella di tua madre tipo rossa con il cestino e talmente piccola che quando pedali le ginocchia ti si infilano ritmicamente in bocca?
A: te ne ho già parlato?
R: no. succede a me quando uso quella di mia madre..
A: be' la descrizione è perfetta, come se tu avessi utilizzato la bici di mia madre
R: eh lo soo cazzo, mia madre ha una graziella orrenda. mi viene l'orticaria ogni volta che devo prenderla..ma non l'avevi chiusa la tua, di bici?
A: certo, avevo un lucchettazzo strafigo, enorme. una catena di quelle che gli hip hoppers tengono al collo.

A: ma senti. secondo te. quale delle due città tra padova a brescia, ha più abitanti?
R: padova. così su due piedi direi padova.perchè?
A: ho fatto una scommessa con una mia amica, lei dice brescia
R: valgono anche i bambini appena nati?
A: no
R: e i nonni appena morti li sottraete al calcolo?
A: sì
A: ma è difficile perché bisogna girare per gli ospizi a controllarli uno per uno
A: sai, con il caldo
R: eh lo so con gli anziani è così

A: tu come stai?
R: io sto bene, con attacchi di ansia pre esame e la voglia di lasciare tutto e andare in vacanza o anche solo andare, ma bene.ieri ho visto in dvd alex&emma e mona lisa smile
A: alex&emma deve essere una porcata disarmante
R: è una porcata e anche molto disarmante, sì hai ragione.
A: io ho visto l'anima di un uomo e mio cognato
A: che sono due film, anche se messi insieme fanno un titolo meraviglioso
R: chissà se ci hanno mai pensato a fare un film così: roma città aperta ai ladri di biciclette?
A: il sorpasso dei soliti ignoti
R: miracolo a milano: io non ho paura
A: l'appartamento quando la moglie è in vacanza
R: harry ti presento sally e l'avvocato del diavolo
A: fragola e cioccolato, a qualcuno piace caldo
A: hanna e le sue sorelle hanno ammazzato smoochy
R: matilda sei mitica prima dell'alba!
A: nooooo prima dell'alba noooooooo..
A: un lupo americano a londra prima della pioggia
R: il sapore della ciliegia a manhattan
A: 2001: odissea nello spazio dell'inquilino del terzo piano
R: non vale usare motori di ricerca o elenchi di film eh.
A: mi stai accusando di qualcosa?
R: no no dicevo, come regola.
R: stai usando degli elenchi.. coda di paglia??.
A: nessun elenco, madame, mi stupisce la sua malfede, non è che lei ha aperto tutto imdb?
R: nope assolutamente. no. non potrei. il mio gioco è fair.

R: l'attimo fuggente di biancaneve e i sette nani
A: il cubo di barry lindon
R: ah!che affronto!
R: la venticinquesima ora qualcosa è cambiato
R: tiè
A: so cosa hai fatto l'estate scorsa, Tootsie
R: scream and shine
A: nooo scream volevo usarlo io!
R: ahhh ahhhhhhhhh!!!
A: Cenerentola nel profondo rosso
R: spiderman a spasso con daisy.
A: l'alba del giorno dopo del soldato jane
R: il ritorno di jackie brown
A: i tre giorni del condor sul titanic
R: via col vento di passione
A: bello
R: eh lo so!
A: rambo II: la vendetta di Carter
R: moulin rouge a notting hill
A: l'ultimo tango a parigi di forrest gump
R: the fight club dreamers vale?
A: i predatori dell'arca russa
R: film rosso blu e verdone?
A: Alì e il ritorno dello jedi
A: cos'è successo tra mio padre e tua madre? orizzonti di gloria
R: ehehehehehehehehehehehhehee
R: mi stai battendo!
R: l'uomo senza volto: the mask
A: spartacus dentro la notizia
R: pretty woman:troy?
A: il quarto potere di harry potter e la pietra filosofale
R: il settimo sigillo della nona portaaaaaa
A: !!!!
R: eh beh, la classe non è acqua.
A: un the nel deserto con l'infernale quinlan
R: colazione da tiffany e pranzo da babette?
R: uh cazzo devo andare in posta ale!
A: ok
A: (respiro sapore di mare)
R: ma la sfida non è finita vero?
A: ho vinto io
R: no!
R: NO!
A: sì
R: NOOOOOOOOOOOOO
R: (odio perdere.)
A: truman show, omicidio in diretta
R: rivincita?
A: quando vuoi
R: cazzo. chelsea walls:il muro di gomma
A: la mummia alla battaglia di algeri
A: non pensare di rimontare, devi andare in posta
R: maledetto il giorno che t'ho incontrato batman.
R: devo. rivincita la prossima volta.
A: c'era un cinese in coma che ritornava a kandahar. E la prossima volta anche le trame. ciao

domenica 20 giugno 2004

E' arrivato il monsone delle cinque. Ha spazzato via i volantini elettorali che ancora si annidavano ai bordi delle strade, nelle canalette, o tra le crepe dell'asfalto, nei buchi dei marciapiedi. Le facce dei candidati - una mano sul mento, lo sguardo luccicoso - si sono sciolte e diluite tra i sampietrini.
Lo squalo antistress che tengo vicino al monitor ha la coda mozzata, un'espressione feroce tra le branchie. Mi dice che ho bevuto troppo, questa settimana, ma non abbastanza forse, se, ancora, come sempre, non sono in grado di. Scrivo accanto a una culla messa sghemba: mio nipote pesa più di me, parla più di me (anche lui emette gli stessi suoni incomposti), mangia più di me, alle volte tossisce, di notte urla. Io, di notte, sono ossessionato dai rumori: il filo di ferro che batte il tempo nello split, la ventola aspirafumo del locale di sotto, il bip aritimico di qualche elettrodomestico in cucina, la grandine che picchia sulle pietre in piazza. Ho delle occhiaie che neanche.

Scrivi, penso, scrivi, se ti va. Poi mi dico che domani è estate, che non durano- non dureranno i cataclismi che mi seguono, e l'inerzia, l'imprecisione...

mercoledì 16 giugno 2004

Non dico un centro, mi basterebbe una periferia di gravità permanente.

venerdì 11 giugno 2004

Paragrafi in ordine casuale #2

Ma zio maiale, porca schifa, morte, putrefazione, minchia merda orrenda - questo è più o meno il mio pensiero nel momento in cui, osservando la colonna alla quale avevo l'avevo appoggiata, mi rendo conto che veramente la mia bicicletta non è diventata invisibile come l'aereo invisibile di Wonder Woman, ma è stata proprio rubata, sottratta, saccheggiata, carpita, rapita, accaparrata; insomma inculata, scomparsa, sparita, fottuta, inchiappettata, tarmata, ciavata, eccetera.
Papino, che è lì con me - sono circa le due di notte, forse le tre, non so, ho bevuto troppa birra, il mio sguardo è offuscato al centro, vedo bene solo ai margini - Papino mi guarda, imperturbabile come solo lui sa essere, mi dice: Scusa, ma mi viene da ridere.

- Mi hanno rubato la bici - dico al telefono.
- Oooooooooooooo noooooooooooooooo - risponde il telefono - Noooooooo. Ma dove? -
- In via san Francesco - dico - Ieri notte. -
- Mi dispiaaaace - risponde il telefono - Mi dispiaaace, ma... aspetta... dov'eri tu?
- Ero lì da quelle parti... -
- Sì, ma non è che magari... -
- Tu come stai? Stai bene?
- Non è che eri all'Alexander?
- Hai sentito che caldo? Oggi per esem...
- Cazzo, eri all'Alexander! Te lo meriti che ti abbiano inculato la bici! Se vai in quel posto di merda te lo meriti cazzo; puzzerai di fritto per altre due settimane, che schifo! Te lo meriti! Te lo meriti!
Click.

Non so. Forse nella vita precedente ero un unno. Uno che si vestiva di pellicce di lupo e mangiava solo carne cruda, sbranava marmocchi, squartava gatti, bruciava i capelli alle donne e adorava dèi sanguinari e idioti.

- La psicòloga dice che sono manipolatoria - fa mia madre sulla porta, fingendo sprezzatura.
- Manipolatrice - la correggo, mentre fisso il monitor.
- E' lo stesso. Non è una bella cosa. -
- Comunque ha ragione - dico
- Sarà, ma non mi piace. E poi: chi non lo è? -
- Già. Chi più, chi meno... -
- Sai cosa faccio? Decido che non sono manipolatoria. E se decido di non esserlo non lo sono. -
Si allontana soddisfatta.

Due settimane prima, forse tre: mi resta in mano il manubrio. Non tutto. Solo la parte orizzontale. Quella con le manopole e i freni. Porto la bici ad aggiustare. L'aggiusta-bici - un uomo corpulento di nome Gigio, che indossa sempre la stessa salopette e una fascia bianca di cotone sulla fronte - me lo sostituisce con uno usato, arrugginito, con le manopole bianche e i bulloni dei freni che si svitano da soli. Oggi, invece, torno per chiedergli se ha delle bici da vendere. No, solo bici nuove, dice. E non ne posso più di voi che vi fate rubare le bici, poi venite qui - non parlo mica di te, eh? - e vi lamentate che le bici che vendo costano troppo, e i lucchetti sono troppo cari; e poi magari di notte non le mettete in garage, non le lucchettate a qualcosa, usate lucchetti di gomma. Non è mica colpa mia se siete degli idioti - esclusi i presenti, ovvio.

- Ale! - urla mia madre - Vieni in cucina
Vado in cucina.
- La radio! - mi indica la radio vicino ai fornelli.
- Che ha? -
- Si è accesa da sola. -
- Non è vero. -
- Sì che è vero. -
- Ma valà. - dico. Prendo in mano la radio. Cerco di spegnerla, ma l'interruttore è già sull'Off. Allora la accendo e la spengo di nuovo. La appoggio. Aspettiamo. Mia madre ridacchia.
- Magari è come quel paesino in Sicilia, dove le cose prendevano fuoco da sole - dice
Poi la radio parte.
krr krr krr.

Mio padre a Londra.
Un uomo basso gli si avvicina. Gli dice, in inglese:
- Io so chi è lei. L'ho vista in televisione.
- I beg your pardon? - chiede mio padre
- Lei è uno storico inglese - dice l'uomo, puntandogli addosso un indice.
- I don't think so - dice mio padre.
- No no, sono sicuro - dice l'uomo
- I'm italian - dice mio padre
- Ah - fa l'uomo - capisco. Però a mia moglie dirò lo stesso che l'ho incontrata, che tanto ci crede. Arrivederci.

A questo punto, visto che ormai sono appiedato, tanto vale allenarsi di più. Mi preparo; esco in pantaloncini e maglietta, porto solo il minimo indispensabile: walkman, chiavi, acqua (un litro e mezzo), un libro - anzi due, che non si sa mai - maglietta di ricambio, telefono, una lattina di birra, cronometro, qualche cd, salsicce al sonnifero (nel caso qualche cane mi inseguisse), cappello, eccetera. Al sesto minuto, senza fiato, mi accorgo di essermi dimenticato i fazzoletti di carta. Tiro su col naso come se avessi appena mangiato dei fagioli piccantissimi. Potrei chiudermi a turno una narice e soffiare, come fanno i ciclisti, ma immagino già il disastro sui pantaloni. Allora, visto che non c'è nessuno, prendo la decisione di scaccolarmi. Il mio errore è farlo in curva. Proprio mentre ho tutto il braccio infilato nel naso - praticamente sto rianimando i polmoni a mano - incrocio l'unica ragazza dell'argine. E' bellissima. E mi guarda con disgusto.

lunedì 7 giugno 2004

Eppure correre non mi dispiace, anche se dopo cinque minuti, ai lati del campo visivo, mi si affastellano màcchiole grigie, sempre più grandi, e la caviglia cigola - la destra. Martedì sera ho perso le chiavi sugli autoscontri, forse quando Criscia è sobbalzata fuori dalla macchina e me ne sono reso conto con un ritardo un po' troppo lungo, continuando a premere sull'acceleratore e trascinandola così per qualche metro col culo sulla pista - con una gamba e una mano si teneva avvinghiata al bordo del veicolo - oppure quando, sbattendo contro Starsky&Hutch, il mio naso ha ricevuto la sua nuca in pieno. Fatto sta che sono rimasto chiuso fuori tutta la notte, per demenza soprattutto, per non essermi reso conto in tempo dell'accaduto, e per non essere tornato indietro, se non più tardi, alle due del mattino, quando ormai tutto era chiuso e le giostre deserte - un vento freddo alzava le carte dalle strade e le bottiglie di plastica da mezzo litro - e io bussavo timido al pullman degli autoscontristi chiedendo se c'era qualcuno - ma chissà se i giostrari dormono nei pullman. Così. I miei genitori erano in montagna e tornavano mercoledì sera e io ho passato quel pomeriggio assonnato a immaginarmi con terrore i giostrari che trovavano le chiavi e si barricavano in casa nostra prima che arrivassero mia madre e mio padre. Giostrari armati di kalashnikov e forchette sporche. I giostrari prendevano in ostaggio i miei, minacciandoli con le forchette al collo, e rubavano tutto, anche i muri non portanti, anche gli interruttori della luce e le piastrelle del balcone, le maniglie delle porte, l'aspiratore del bagno. Aspiratore che, in questi giorni, ha iniziato a rumoreggiare di sua iniziativa. Il bagno di camera mia è cieco, e io di solito lo stacco perchè mi infastidisce tutto quell'aspirare, ma l'altra notte lui, l'aspiratore, da solo, ha dato segni di vita, rumori secchi, nuovi, tanto che ho cominciato a sospettare che un esercito di scarafaggi si stesse facendo strada attraverso le tubature, attratto dall'orrore nell'aspiratore. Così, invece di aprire il pannello per controllare cosa non andasse, l'ho fatto funzionare. Ho sentita la ventola tranciare qualcosa di solido e uno scrocchio come di noci, non so, e forse anche un piccolo urlo, oppure era solo fantasia. Comunque poi le chiavi le ho trovate.

Più confuso del solito, è vero. Sarà il tuo compleanno. (A proposito, auguri!) Oppure la città blindata dall'arrivo del Cavalier Banana. O la pizza coi pomodorini a pranzo. Volevo parlare d'altro. Domani, magari. Oggi mi son lasciato prendere la mano.


p.s. tolgo i commenti perchè sono schizofrenico e non pacificato. Grazie a tutti quelli che hanno lasciato una parola (ma anche a quelli che non l'hanno lasciata).

giovedì 3 giugno 2004

La prima volta non è stata colpa mia. Adriana se ne era uscita di casa chiudendo una serratura di cui non avevo la chiave. Tentai di recuperarla con un espediente che avevo letto nei fumetti. Infilai un foglio di carta sotto la soglia, feci cadere la chiave sul foglio, lo tirai et voilà. Ma la soglia della porta era troppo sottile, la chiave si incastrò, senza passare. Andai a dormire da mia sorella, che abitava ancora in città.

La seconda volta ho lasciato le chiavi sulla toppa e sono andato a una laurea. Rimasi fuori dal portone fino alle sette di mattina, suonando il campanello nel tentativo di svegliare mia madre che dorme coi tappi nelle orecchie. Me la ricordo con precisione, perchè quella mattina, sulle sei - era più o meno estate - arrivarono due uomini a tacchinare manifesti sul muro di fronte a casa mia. Erano manifesti della Lega che dicevano: "L'oceano pacifico è grande ma forte, come la Padania".

La terza volta, due giorni fa. Ma la racconto un'altra volta.

Stamattina sul tavolo della cucina c'era un post-it con scritto in rosso "Auguri vecio". Cerco di fare mente locale e di capire da quando mia madre usi queste espressioni, ma credo che sia - come si dice in gergo - un hapax.

29
Non vi è somma di tre quarte potenze che sia divisibile nè per 5 nè per 29, a meno che lo siano tutte e tre le potenze. [Eulero]
29 è il terzo numero n, dopo 1 e 5, tale per cui 2n²-1 è un quadrato: 2*29²-1=41².
2n²+29 è un numero primo per tutti i valori di n da 1 a 28.
29=(2*3*5)-1= primordiale (5)-1.
Primordiale (n)-1 è un numero primo per n pari a 3,5,11,13,41,89,317,991,1873,2053, e per ciascun altro valore minore di 2377

Da Numeri Memorabili Dizionario dei numeri matematicamente curiosi di David Wells, Zanichelli, 1991

Per chi passa da Leo, stasera sulle sette e a oltranza, offro da bere. Augh.