lunedì 2 luglio 2007

Per esempio non è vero che mi dilungo spesso su un solo argomento

Tipo, diciamo, le zanzare. Ho bevuto troppo, e troppi miscugli, ieri sera dalle parti di Bassano. Si vedevano le luci a valle, oltre la rete che delimitava il giardino. Le braci erano spente, i bambini a dormire e Massimo si scolava le ultime gocce della grappa migliore degli ospiti, vantandosene. Io, intanto, facevo l'occhiolino alle bavaresi nel tentativo di instaurare un rapporto di codipendenza. Ho una piaga dietro gli incisivi che non mi fa dormire bene. Ascolto di notte il ronzio dei nemici, immobile, con tutta la pelle in allerta, sperando di cogliere il momento in cui si appoggiano su di me. Quando mi sembra di percepire il lieve molleggiamento delle zampe in atterraggio, colpisco. Alle volte sbaglio e mi tiro degli schiaffi che svegliano i vicini. Abbiamo eliminato la zanzariera, perché creava una privazione di ossigeno e tanto sudore da gonfiare bolle nei materassi. L'abbiamo sostituita con un aggeggio giapponese che sventaglia insetticida. Per vendicarsi, esse ci ronzano nelle orecchie, spernacchiando la nostra fiducia nella chimica, e ci pungono sotto le piante dei piedi. Con le tempeste, sbattono gli scuri, saltano i fermi alle finestre. Si spezzano i vasi dei cactus, già stranamente pallidi, cola la terra tra gli infissi. Invece il basilico. Il basilico... Il basilico, non lo so, io, il basilico. L’argomento settimanale tra me e Giovanna è stato "le tette". Non chiedete, è una storia lunga che non è stata risolta se non in parte. Mi dedico alle letture più disparate per non dover affrontare il fatto che sono indietro con lo studio, così indietro che invece di stare fermo indietreggio sempre di più, e indietreggiando dimentico tutto quello che già ho fatto in questi due anni e mezzo: si accumula l'accumulabile finché l'accumulo non diventa ingestibile, indigeribile e opprimente.

Quando meno me l'aspetto, mi aggredisce il letto.