venerdì 7 marzo 2003

Ma perché le tue storie sono sempre così turbolente? ti chiede M.M, pedalando.
Ridi. Già, dici, Perché?

(MM lo so che leggi questo blog, non fare finta di niente…)

C’è un’aria di paraffina in piazza. Sulle impalcature proiettano le immagini dei treni fermati. Fa caldo, è sera, è pieno di gente. La fiaccolata ha riversato tutti nei bar, o sui banchetti abusivi che vendono bicchieracci di vino a poco prezzo.

Guarda che stiamo per litigare, dice, Guarda che mi sto per incazzare. E raddrizza le spalle, aspira la sigaretta, incrocia le braccia.
Incazzati…, dici, col sorriso.
Guarda che ti tiro un pugno., dice, Guarda che ti prendo a schiaffi.
Ti chini in avanti con la faccia bene esposta, le prendi una mano e le apri le dita.
Dài, dici. Hai un’espressione sfacciata, un ghigno che anche il papa ti tirerebbe un ceffone. Dài dici Colpisci.. Le muovi la mano sulla tua guancia.
Lei sbatte i piedi per terra, tira la mano verso di se’.
Non provocarmi, sai., ti dice. Poi, rivolta a nessuno di preciso: Stiamo per litigare, eh!?, a voce alta, e tutti attorno si voltano verso di voi.
Ma appena ti guarda, si vede che trattiene una risata.