mercoledì 18 gennaio 2006

Poi un giorno ti svegli nel mezzo della notte, perché ti sembra di avere qualcosa tra i denti. Scavalchi Giovanna che dorme al tuo fianco, cercando di non farti notare, ma infallibilmente lei ti chiede che fai. Niente, dici, vado in bagno. Apri la porta, procedi a tentoni nel corridoio, accendi la luce sopra lo specchio, perchè quell'altra aziona l'aspiratore - e conosciamo tutti l'effetto di certi rumori sui sogni successivi - e alla luce bianca, irreale ma allo stesso tempo crudele del neon hai la percezione precisa, netta, definitissima che lo spazio tra i tuoi incisivi superiori si stia allargando. E' una paranoia, pensi. Ma non lo dici a voce alta. Piuttosto prendi gli incisivi tra pollice e indice e stringi un po'. Lo spazio si restringe, dandoti la sicurezza che la posizione originaria fosse diversa. «Senti», dici a Giovanna, «guardami i denti». Accendi l'abat-jour, apri la bocca. «Non ti sembra che lo spazio tra i miei incisivi si stia allargando?» Lei si gira, ti dà le spalle: «Ma dai» «No, guarda, ieri non erano così, saranno un millimetro più larghi...» «Leggi troppo» mugugna. «Cosa?» dici, ma intanto le guardi la schiena e ti distrai. Giovanna ha la più bella schiena che tu abbia mai visto. «Pirandello», borbotta. «Pirandello?», ripeti, picchiettando i denti con l'incisivo.