martedì 10 aprile 2007

È novembre! Tornano le rondini, l'erica morta in balcone si incendia sempre più (acquatta i tentacoli come un anemone di mare); la lavatrice Setra progetta la conquista idrica del palazzo e l’inchiostro ha lasciato una bava misteriosa sul muro - l’altro giorno che pioveva dentro. Ho insegnato a Giovanna a innervosirsi per le zanzare: quando le sente è sicura che non la lascerò dormire. Se si innervosisce, i capelli le si arricciano verso il viso, gli occhi si fanno a punta come quelli di una volpe.

Se facessi un elenco, potrei forse dare il tono della nostra convivenza, ma dubito che riuscirei ad essere esaustivo. L’intonaco si sgretola, i quadri non si attaccano da soli e noi non sappiamo usare il trapano per fissare le librerie al muro - benché Giovanna, aizzata dai Fagioli Salterini del Messico, abbia ormai familiarità con la levigatrice orbitale: si danno del tu, vanno a bere spriz assieme, commentano il culo degli uomini che passano.

Si sarà notato che ho delle questioni aperte con la sintassi (e se non si è notato ve lo dico io): ci sono mattine in cui mi sveglio grondante paratassi, parentesi, strutture narrative. Per dire, ho in sospetto la ritualità con cui si inonda il bagno, il tempismo perfetto dello scarico ingorgato - l’acqua che ristagna tutta nell’angolo a nord, seguendo la pendenza del pavimento. È il segno forse - dice Giovanna - che il Grande Acquerello sta per stendere il bistro.