lunedì 18 giugno 2007

Certe volte ci malmeniamo.

Al lato destro del salotto, io arroto i denti (terrore +2), stringo i gomiti alla vita (difesa +6), mi preparo a sventagliare le mani (attacco +4). All’angolo opposto, dietro il tavolo tondo, con i capelli a medusa (terrore +2), Giovanna si avvicina sgranchendo le dita per pizzicarmi (attacco +1), intanto gira gli occhi spiritati su ogni oggetto valutandone l'attrito in caso di lancio (terrore +infinito). Se siamo arrivati a questo punto, cioè a girare attorno al tavolo a passi laterali, con in sottofondo una musica fischiettata da ignoti e fuori una tempesta così tempestosa che sembrano essere scomparse le pareti, significa che i libri sono già sparpagliati a terra, mezzi strappati, e potrebbe essere che qualcuno abbia anche lanciato mezza cipolla contro la parete e che questa si sia rintanata dietro la gamba di una sedia per qualche giorno, in attesa di soffritti a fuoco più lento.

Giovanna flette le gambe e mi è subito addosso. Le blocco i polsi, prendo la mira ma sono troppo miope, si vede che sto mettendo a fuoco, così, quando cerco di colpirla a mano aperta, lei scansa grazie a un giro veloce della testa, si abbassa liberando le mani e tenta la mossa del mozzicatore di braccia. Il riflesso dei denti mi mette in allerta e con una giravolta le faccio uno sgambetto prima che mi azzanni. Lei cade, ma subito si rialza dopo una capriola. Salta sul tavolo, dalle tasche estrae dei calzini puliti e me li sfreccia addosso. Corro in circolo per non farmi prendere, mi nascondo sotto il tavolo e lo ribalto. Lei salta sullo schienale di una sedia, io su quello della sedia di fronte. Ci fissiamo. Sputiamo a terra, io a destra, lei a sinistra. Fuori, il bagliore di un lampo. Appena tuoneggia, mi aggrappo al lampadario per colpirla con un calcio volante, ma un calzino affilato taglia il cavo proprio appena mi aggrappo. Crollo a terra. A questo punto, con una mossa da Antonio Inoki, come un vero angelo sterminatore del catch, illuminata dalla luce della vittoria tutta proveniente dai denti, a un solo secondo dal suono del gong, mi salta addosso.

- Ripetimi: per cosa stavamo litigando?