lunedì 11 marzo 2002

Alba
(traduzione moolto libera dal francese)

Ho abbracciato l'alba d'estate.

Niente ancora si muoveva sulla faccia dei palazzi. L'acqua era morta. Le ombre non arretravano sul sentiero del bosco. Camminavo, svegliando i respiri tiepidi e vivi, e le gemme guardarono e le ali si alzarono senza un rumore.

Il primo avvenimento fu, nel sentiero già pieno di sfavillii freschi e pallidi, un fiore che mi disse il suo nome.

Risi col wasserfall biondo che si arruffò attraverso gli abeti: sulla cima argentata riconobbi la dea.

Allora tolsi i veli uno a uno. Nel viale, agitando le braccia. Per la pianura, dove l'ho annunciata al gallo. Nell'enorme città, lei scappava tra i campanili e le cupole, e io, correndo come un mendicante sul lungofiume di marmo, io la incalzavo.

In cima alla strada, vicino a un bosco d'alloro, l'ho avvolta coi suoi veli ammucchiati, ho sentito il suo corpo immenso. L'alba e il ragazzo caddero sul fondo del bosco.

Al risveglio era pomeriggio.

Arthur Rimbaud, Illuminations

Odio Rimbaud.