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1
T: E l’influenza dei polli?
P: Bella cosa, quella. E’ che le industrie non vanno alla stessa velocità della società. Pensa che un mio amico, nello Yucatan, gli hanno dato da mangiare un pollo che sapeva di pesce. Capisci? Un pollo che sapeva di pesce! Perché ai polli danno da mangiare le frattaglie del pesce. Un pollo che sa di pesce, ti rendi conto?
T: E’ successo anche a me.
P: Sei stato nello Yucatan?
T: No. Mia nonna cucina tutto con lo stesso olio

2
Biblioteca.
La cicciona è a dieci metri da me. La vedo attraverso il vano della porta. Avanza. La sua velocità è uguale alla mia. La mia velocità è piuttosto elevata. Mi guarda. Digrigna i denti. Penso: Ci passo prima io attraverso la porta, cicciona. Procedo. Anche la cicciona procede. Penso: Se non mi fermo ci scontriamo. Esito per un secondo a due metri dalla porta. Contemporaneamente, nell’altra stanza, a due metri dalla porta, esita la cicciona. Penso: ha esitato, vuole farmi passare. Accelero. Contemporaneamente: la cicciona accelera. Ci incastriamo nel vano della porta.
Ci vorranno sette persone per liberarci.

3
Continuo a sbattere la testa contro le impalcature.
Ci vuole troppa concentrazione per masticare un boccone 32 volte. (c'ho provato. Alla decima già pensavo ad altro)
La parola 'languidità' non esiste (se non su google)

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UNA QUESTIONE DI LESSICO (ovvero: e mo' che faccio? cambio nome?) Dove si scopre che il limite della propria cialtroneria è sempre un po' più in là rispetto a dove lo si sospetti. (tratto da questi commenti al blog di giuliomozzi ) (...) Brèkane. Chissà dove ha preso quel nome da cattivo di cartone animato giapponese tipo Goldrake. Posted by Raspberry at 21.07.04 01:41 Ehm, be', il nome... il cattivo di un cartone animato giapponese ancora non me l'aveva detto nessuno... comunque, brekane (o meglio "breccane") è la parola veneta per ortiche. In sè non vuol dire nulla, ma qui "andare a breccane" significa - oltre che "andare così lontano che ci sono solo le ortiche", cioè (con un'altra perfetta locuzione locale) "andare in tanta mona" - anche "divagare, uscire dal discorso". Posted by brekane at 21.07.04 08:52 Ma le brecane non sono le eriche selvatiche? Posted by Mro at 21.07.04 18:36 o
Novembre 1936 – paul éluard (traduzione: Franco Fortini) Guardateli al lavoro i costruttori di macerie sono ricchi pazienti neri ordinati idioti ma fanno quel che possono per esser soli al mondo stanno agli orli dell’uomo e lo colmano di sterco piegano fino a terra palazzi senza capo. A tutto ci si abitua ma a questi uccelli di piombo no ma non al loro odio per tutto quel che luccica non a lasciarli passare. Parlate del cielo e il cielo si vuota poco ci importa l’autunno i nostri padroni hanno pestato i piedi noi l’abbiamo dimenticato l’autunno dimenticheremo i padroni. Città secca oceano d’una goccia scampata di un unico diamante coltivato alla luce Madrid città fraterna a chi ha patito lo spaventoso bene che nega essere esempio a chi ha patito l’angoscia indispensabile perché splenda quel bene. E alla sua verità salga la bocca raro alito sorriso come rotta catena e l’uomo liberato dal suo passato assurdo levi innanzi ai fratelli un volto eguale