venerdì 20 febbraio 2004

Continua a piovere, e poi il vento.
Ieri la neve non ha attecchito, ma la bufera ha piegato gli ombrelli di tutta Padova; a girare per il centro, oggi, si vedono cestini pieni di scheletri contorti di ombrelli abbandonati.

Ho il sonno cronico, la socialità intontita.

Sarà il tempo: mi sento stanco, affaricato, le gambe pesanti.

E’ tutto qua.


Ma il segnale di una ripresa è questo:
ricomincio, dopo mesi, a ricordarmi i sogni.

Questo è il sogno di ieri.
Sembra una barzelletta, ma non è. Forse un incubo.
Casini, dal suo scranno di presidente della camera, parla all’opposizione. Dice, con voce ferma, quasi urlando nel microfono: “Volete il dossier Mitrokhin? Volete il dossier Ustica? Eccolo qui, il dossier!”
Si alza e mostra il culo a tutti, con gli applausi della maggioranza.
Nel sogno vedo distintamente le righe biance del suo gessato scuro.

Non un bello spettacolo.