martedì 3 febbraio 2004

Come ogni mattina fallisco il tentativo di investire un leninista appiccicoso. Sull’altro argine ci sono coperte stinte e scatole non del tutto abitabili. Un uomo su una bicicletta a pale naviga controcorrente, verso di me. La bicicletta ha una base rettangolare di galleggianti e pale posteriori, azionate dai pedali, come quelle dei battelli sul Mississipi.

- [guardandomi negli occhi] Ma sai che stava per mandarmi via?
- Cosa ti ha chiesto? [girando il cucchianino nel caffè]
- Mi ha chiesto dov’è la statua di Garibaldi
- [con sicurezza] In piazza Garibaldi.
- L’ho detto anch’io. E lui [con le mani sui fianchi e la voce da uomo]: “Signorina! Lei abita a Padova da quanto?! E non sa dov’è la statua di Garibaldi?!”
- [col cucchiaino sollevato] Non è in piazza Garibaldi?
- Mi voleva mandare via.
- Ma che domanda è?
- [dopo un sorso di cappuccino] Voleva sapere dove si incontrano i moldavi…
- All’uscita del parco.
- [alzando il tono della voce] Esatto. [abbassando il tono della voce] Ma io non passo mai di là.
- Ma che [guardando i fondi del caffè] domanda è?
- E’ pazzo. [una mano nei capelli] Quest’estate ero al cinema [l’altra mano in aria] e mi si è avvicinato da dietro, chino. [la prima mano sul tavolo, sporgendosi verso di me] Ha sporto la sua faccia enorme oltre la mia spalla e ha detto: “Signorina! Quando viene a fare l’esame!” E io [saltando sulla sedia, girando la testa] “Buongiorno, prof.” E lui: “Buongiorno?! Ma le pare giorno?! Buonasera, si dice!”. E’ pazzo, capisci?

Bollettino casalingo: da quando c’è Emiliano in casa, mia madre ha sempre l’aria di una che si sia fatta contemporaneamente cinque canne da mezzo metro.

- E poi? Pensi di farne un altro?
- Sì.