mercoledì 30 aprile 2003

- Bella questa canzone.
- Già. Accendi la stampante.
- …Youu make me dry… ecco, accesa…
- Passami i fogli
- …You make me dry… che vuol dire? Mi fai secca?
- He he he…
- Perché ridi?
- Pensavo fosse una battuta. Non era una battuta? Gira il foglio, va…
- Mi rendi secca… va un po’ meglio…
- Anche asciutta potrebbe andare. Senti, perché la tua stampante non funziona?
- Non so. Guarda che bella luce che c’è fuori!
- Sì sì, tieni un attimo il cavo…
- Mi rendi asciutta… Che roba è? Non stiamo mica parlando di pasta…
- Tienilo un po’ più su, che non funziona…
- Arida. Che ne dici? Non è la traduzione perfetta?
- Be’ sì. Oooooh, guarda come stampa bene adesso. Non mollare il cavo, eh?
- Mi rendi arida… anzi: inaridita incoativo! Mi inaridisci…
- Perfetto. Prendi il foglio…
- Mi inaridisci… Ooh oooh… Mi inaridisci…
- Fatto! finito, guarda che bel lavoro…
- Mi inaridisci… Oooh ooh… You make me dryyy…
Silenzio. Sguardi.
- Perché ho come il sospetto che tu stia cercando di dirmi qualcosa?

Partita di calcetto. Stai tornando in difesa. Stai correndo verso la porta quando un pallone violentissimo ti colpisce alla nuca, giusto giusto sopra il collo. Bastardi! pensi. Poi ti giri e nessuno ti sta guardando. Il pallone è all’angolo opposto del campo: ci sono almeno quattro giocatori a contenderselo… Ti guardi attorno per trovare ciò che ti ha colpito, ma non c’è niente. Niente ti ha colpito.