giovedì 18 maggio 2006

Il maldigola mi ha svegliato stanotte, o è stato l'odore del sambuco sul cavalcavia? Lo attraversavo in bicicletta, senza sapere della febbre che al mattino mi avrebbe gelato le ossa. T*, davanti al ristorante cinese, sotto le lanterne a mandarino, mi aveva spiegato come impaginare in Photoshop, ma il marsala - eh, i vini liquorosi stendono le loro dita su di te quando meno te l'aspetti - il marsala aveva conservato le mie cellule cerebrali, le aveva protette dall'abuso, proiettando, piuttosto che parole, esplosioni chimiche, asteroidi in collisione, meduse dai colori del petrolio sull'acqua. A proposito di meduse, ne avrei una imbarazzante. La scena me l'hanno raccontata, tacerò il nome dei protagonisti.


Giovanna... oddìo, ho detto Giovanna? Intendevo Y. Y ha un relatore Z che è amico di famiglia di X che tra l'altro è il ragazzo di Y. Dopo essere stata da Z, Y va da X con un sorriso. Un sorriso di quelli che dicono: io so. Un sorriso che ride dentro, e ride tanto. Così, quando X chiede a Y come è andata con Z, Y dice Oooooooooh, e poi Uuuuuuuuuuh e fa una piroetta nel cortile della facoltà, quindi strizza gli occhi e si avvicina all'orecchio di X; sussurra: la medusaaaa. X sa che Y ha in faccia un'espressione che non porterà niente di buono; è l'espressione di chi ha scoperto qualcosa con la quale ti può ricattare per il resto della vita. E allora, quando X chiede cosa, cosa c'entra la medusa, di cosa stai parlando; Y si dondola sulle punte dei piedi, con le mani dietro la schiena, e racconta: «Dopo aver parlato della tesi per un secondo, Z è stato zitto e mi ha guardato, con quell'occhio che non si capisce cosa pensa, perché è lucido e furbo. Ha accavallato le gambe, unito le punte delle dita, così, e ha borbottato "Tu lo sai che conosco X fin da piccolo... Forse non dovrei raccontarti questa storia". Ha detto, ma poi si vedeva che gli brillavano gli occhi, che non riusciva a trattenersi. "Noi andavamo sempre in vacanza assieme, sai. Quando era piccolo. X mi chiedeva sempre di leggergli dei libri. Andavamo in grecia. Sai cosa è successo una volta?" Adesso aspetta. Prima devi immaginartelo, e immaginartelo bene: un signore distinto, di settant'anni, con la barba, i capelli bianchi, vestito elegante, nel suo studio da docente universitario, dietro una scrivania piena di libri, che parla con una sua studentessa, che, per caso, è la ragazza del figlio di amici. Ci siamo? Ok, e cosa racconta? "Una volta... X era in acqua e... una medusa... l'ha punto sul pisellino..."

Hai capito? sul pisellino...»