giovedì 25 maggio 2006

Mi aggiravo per la peggio pioggia di maggio in bicicletta e pensavo, pieno di sonno, ai complotti. Lontano, in un palazzo circondato da acquitrini, il Consiglio Centrale progettava la conquista. Il Colonnello Seccoz ronzava attorno a un tavolo di fòrmica; nella prima zampetta destra teneva un plico di fogli. L'Attendente Koblikoz, mentre stendeva il verbale, sorseggiava un cocktail in cui aveva versato cinque gocce di sangue; ed erano solo le dieci del mattino. Il Generale Plasmaz mostrava un grafico che riassumeva l'andamento dell'Operazione. Parlava di Zone di ronzamento, Tecnica della deprivazione del sonno, Resistenza all'insetticida, Guerriglia dal Soffitto. Da anni aspettavano l'arrivo della Grande Ciabatta, nel frattempo accumulavano neonati d'allevamento, accuditi da zanzare nutrici. Nelle notti d'estate, enormi sciami di zanzare si aggiravano per la città, entravano dalle finestre aperte, rapivano i bambini. Certe sere, dai balconi, potevi vedere per le strade bambini e bambine trasportati da nuvole di zanzare. La stalla era segreta ai più, per evitare fughe di notizie. Il deposito di sangue degli infanti era sotterraneo e nascosto anche ai vertici del Consiglio. Se fosse arrivato il cataclisma, si sarebbero salvati solo i pochi ai vertici della gerarchia. Questo pensavo, e mi perdevo nell'immagine della stalla di infanti, accerchiati da zanzare con la cuffietta da nutrice, mentre la tempesta mi abbracciava e vedevo di sfuggita il riflesso sciolto dei palazzi sull'asfalto.