Ho certi amici che solo con uno sguardo hanno una precisa misura del peso degli oggetti: se gli appoggi un mazzo di spaghetti in mano, loro, senza la minima indecisione, ti dicono: “centododici grammi, vigola sette; no… aspetta: virgola otto”. Io, invece, ho bisogno di bilance e contrappesi; un mazzo di spaghetti in mano a me pesa sempre mah etti e boh grammi. Che ne so di quanti sono tre chili e mezzo?
Alla televisione è appena finito il telegiornale; mia madre si avvicina di soppiatto – un po’ curva, come se stesse camminando dietro un muro non abbastanza alto da nasconderla interamente – sussurra: vieni, vieni. La seguo e lei dice: sta giù. Accendo la luce in cucina e lei: spegni la luce. Ci appostiamo in balcone, al buio. Dal condominio di fronte , secondo piano , un uomo e una donna stanno litigando. “Io chiamo la polizia” dice mia madre “Se lui la tocca, io chiamo la polizia” Intanto vediamo delle ombre muoversi dietro le luci della finestra, sentiamo delle urla del tipo: l...