venerdì 28 novembre 2003

Per quanto io sia sicuro che il kebab di ieri sera alle 11.00 abbia influito sulla qualità dei miei sogni, l’incubo che mi ha svegliato alle cinque di mattina e che prevedeva la morte per template, mi appare oggi come un chiaro messaggio dell’inconscio - più che un messaggio una minaccia, e cioè: smettila, smettila di fottermi.

Ieri mattina non era brutto tempo, ma poi, nel primo pomeriggio, le nuvole hanno coperto tutto. Scorrevano, grigie, verso le Piazze senza che si potesse vedere uno squarcio, senza che apparisse in lontananza un confine che le delimitasse. Nuvole basse e continue che minacciavano burrasca.

Impietosita dal mio post precedente, M. è venuta a cucinare per me a pranzo. Ha comprato le scaloppine. Ho sempre i riflessi lenti: sul momento non ho detto nulla, ma erano delle scaloppine fantascientifiche! meravigliose! sublimi! da sciogliere le ossa e l’apparato digerente! Mai mangiate scaloppine così buone!

Dopo pranzo, in balcone, M. mi dice di aver incontrato Marco.
Rispondo: Lo sai? Marco ha conosciuto mia madre.
Ah, sì?
Sì. Era tutto contento.
Ci credo, Lapaola è una figona.
Sabato - le racconto - ci siamo trovati al Bar degli Osei. C’era anche AleP. Marco ha detto ad AleP che ha conosciuto Lapaola. Poi gli ha sussurrato, lì davanti a me, qualcosa nell’orecchio.
Che cosa?
Non me lo voleva dire. Allora l’ho chiesto ad Alep.
E?
Praticamente gli ha detto che è vero che tu e Lapaola siete identiche.

[Comunque non pensavo che Padova potesse, nel giro di due giorni, diventare una città ancora più allucinante di quanto non lo sia normalmente]

M. si mette a ridere: Se fossi in te mi preoccuperei!
Lo faccio già, le dico
Gli hai detto che il culo delLapaola è 10 volte più sodo del mio?
No, rispondo, perché poi magari pensano che ti tocco il culo ogni momento.
O peggio, dice lei, che tu tocchi il culo a tua madre.
O peggio ancora, aggiungo, che tu e mia madre vi smanacciate il culo a vicenda.

In manifestazione non saremo più di 1500 persone. Sono le sei: piove ed è buio.
Partiamo da Piazza delle Erbe, curviamo verso piazza dei Signori e dopo cinquanta metri troviamo lo sbarramento di polizia. Nessuno se l’aspettava. La zona rossa è lontanissima. Siamo imbottigliati. Cerco di capire cosa succede. Nessuno capisce niente. Mi avvicino per guardare meglio. Trovo un riparo sotti i portici, vicino a L. Cominciano gli insulti. A mani alzate, si spinge un po’ contro lo sbarramento. C’è la prima carica della polizia. Si sta fermi. Dagli altoparlanti si sentono le proteste degli organizzatori. Qualcuno, davanti, si è fatto male. Comincio ad avere paura, ma sto fermo, sto dove sono: gli altri stanno dove sono. Piove. Partono dei fumogeni. La testa del corteo preme ancora contro la barricata. Molti indossano caschi. Ma niente. Non ci si muove. I flash delle macchine fotografiche fanno brillare la pioggia a mezz’aria. A un certo punto corre voce che debba passare un’ambulanza. In mezzo al corteo? In mezzo al corteo. Si sentono le sirene, appare l’ambulanza da dietro la curva. Il corteo si apre e si schiaccia sulle vetrine, rischiando di sfasciarle. Sulla scia dell’ambulanza c’è un tipo che corre. Rasato a zero, con jeans e giacca scura. Dietro di lui un altro tipo, più alto, capelli biondissimi, col pungo destro caricato, lo afferra per il bavero con l'altra mano, se lo trascina a sè e lo colpisce dritto in testa. L’ambulanza si blocca. Intanto quello coi capelli biondi schianta il rasato contro il cofano di una macchina parcheggiata e picchia di brutto. Arrivano altri ad aiutarlo, mentre, attorno, in molti urlano: “No!”.
La rissa finisce prima che chiunque possa capire cosa è successo.

(Se anche io decidessi all’improvviso che la mia psiche ha bisogno di più rispetto e quindi cominciassi a trattarla con la cura che merita, l’influenza esterna, nella fattispecie il vicino di appartamento che alle otto e quarantacinque, dopo che mi sono appena riaddormentato, accende la televisione a tutto volume e si guarda Verissimo, con Cristina Parodi vestita da Nonna Papera, incrinerebbe comunque l’instabile equilibrio ottenuto nottetempo attraverso la vendita dell’anima (euro 530* all’ultima quotazione).
Quindi, tanto vale.)

L’ambulanza passa. Tutto ritorna normale. La polizia decide di indietreggiare e nel giro di un secondo i celerini sono del tutto scomparsi. Il corteo può procedere. Diluvia fino a quando non decido di abbandonare la manifestazione.

"Temi la morte per template"

(*link recuperato attraverso Strel')