mercoledì 12 novembre 2003

A questo punto ho il sospetto di avere, nella calotta cranica, al posto del cervello, una specie di stomaco: una sacca vuota di colore rosa/violacea, poco elastica, che amalgama, scioglie, non assimila le informazioni, anzi, le espelle non so dove.

Alla laurea di D, oggi, i suoi amici gli hanno fatto indossare guanti e calzini pieni di nutella mista a larve bianchiccie, ancora in vita. Dopo averlo cosparso ovunque di miele, farina, uova e nastro adesivo, mentre leggeva il papiro, gli lanciavano le larve rimaste a mo’ di coriandoli.

Diciamo. Non è. Diciamo. Un periodo. Diciamo. Meraviglioso.
Non è.
Diciamo.
Non.

No. Proprio.

Ha gli occhi crudeli, come fosse cinese, ma a volte penso a lei e non riesco a smettere.
L'uomo di gennaio, David Mithcell