Passa ai contenuti principali
[16.40]
Ho male ai talloni, non riesco a stare seduto: sono le sedie della biblioteca - lisce, scomode, create per culi non umani: squadrati, tentacolari e un poco a conca - o il raffreddore, che ha nicchiato tutto l'inverno per esplodere oggi, in sternuti ogni mezz'ora e fuochi d'artificio di muco. Gli sguardi degli altri attorno. Invasati, sicuri di sè, del loro apprendere, mentre io sento le conoscenze rapprese, i frammenti di nozioni che non coincidono tra loro: un mosaico appena scosso dal terremoto - tessere microscopiche mischiate su un pavimento pieno di crepe. A casa, intanto, mia madre tenta di convincere la donna delle pulizie a non tornare in Romania, dall'ex marito. Dice che è cambiato - insiste lei. Non ci credo - risponde mia madre. Le rumene, racconta di sera a cena - con il suo talento per generalizzare l'ingeneralizzabile - hanno il cuore straziato, sono piene di un dolore che non si rimargina, vivono in una dimensione di perenne tragedia.
[17.05]

Post popolari in questo blog

UNA QUESTIONE DI LESSICO (ovvero: e mo' che faccio? cambio nome?) Dove si scopre che il limite della propria cialtroneria è sempre un po' più in là rispetto a dove lo si sospetti. (tratto da questi commenti al blog di giuliomozzi ) (...) Brèkane. Chissà dove ha preso quel nome da cattivo di cartone animato giapponese tipo Goldrake. Posted by Raspberry at 21.07.04 01:41 Ehm, be', il nome... il cattivo di un cartone animato giapponese ancora non me l'aveva detto nessuno... comunque, brekane (o meglio "breccane") è la parola veneta per ortiche. In sè non vuol dire nulla, ma qui "andare a breccane" significa - oltre che "andare così lontano che ci sono solo le ortiche", cioè (con un'altra perfetta locuzione locale) "andare in tanta mona" - anche "divagare, uscire dal discorso". Posted by brekane at 21.07.04 08:52 Ma le brecane non sono le eriche selvatiche? Posted by Mro at 21.07.04 18:36 o...
Se una notte d'inverno lo spazzolino elettrico di tuo figlio si anima di vita propra senza nessun apparente motivo e tu e tua moglie vi trovate in bagno, assonnati, per capire da dove proviene quella vibrazione e in quel momento, dallo scarico del lavandino un gorgoglio rauco esala una risata che richiama alla memoria una brutta storia mai del tutto chiusa, allora, ecco, forse qualcosa si sta agitando; ma non qui: di qua . So che non dovrei farlo.