mercoledì 28 maggio 2003

A un tratto ti sale il turbamento, l’inquietudine, la paranoia che non era prevedibile. Tutto ti prende, immotivato, un temporale che ti schianta le vene, ti squassa il cervello, ti strapazza i capelli. Tua madre alla finestra spruzza insetticida sul poggiolo. Dice che tiene lontano i piccioni. Intanto si concentrano le nubi, e tossisci all’odore dolciastro dell’insetticida che si diffonde nella stanza. Da tre giorni non guardi il telegiornale. Perso nel vortice che ti risucchia la mente, arranchi. Annaspi.

Sulla confezione dell’insetticida si legge: Muhe i Komarci, Djelotvorna i sigurna formula.
Dietro c’è scritto: Non vaporizzare su una fiamma o su un corpo incandescente. Non utilizzare in modo diverso da quello previsto. Utilizzare e conservare al riparo di qualsiasi fonte di calore o combustione. Non fumare.

(Chi mai si fuma l’insetticida? Eh? Chi?)