lunedì 11 agosto 2003

… e se deve essere caldo allora sia caldo infernale, allucinante, sia la canicola che spezza il cranio, fonde i capelli, l’aridità che brucia l’asfalto, sfibra i contorni, prosciuga le vene, sia il collasso senza ritorno, il coma desertico, l’oltretomba infiammato…

… e allora ho preso il treno per venezia, alle undici di mattina - una vacanza mi sono detto non può farmi male, una vacanza da me stesso - ma a dir la verità non cercavo il riposo, cercavo il collasso, il completo annullamento dei sensi, per questo non…

… la vecchia? Non era antipatica. I capelli corti, un bastone di legno, un vestito blu a fiori. Era senza dentiera. Mi ha chiesto se ero terrone. “Ti sito terron, ti?” No, purtroppo, ho detto. Raccontava a me e a gino che…

… i segni dell’imminente apocalisse sono sempre più inequivocabili, dice…

… vuoi acqua? No, dico, cerco il collasso. ride. rido…

… poi ci ha fatti avvicinare. Lei era in piedi, nel corridoio del vagone. Io alla sua destra, gino alla sua sinistra. Ci ha fatto avvicinare come per raccontarci un segreto. Ha detto: “A Venezia, l’aglio lo chiamano aggio.” Poi: “Il fruttivendolo vicino a casa mia urla sempre: Aggio bello grosso!” Ci guarda. Prima gino, poi me. “Un giorno passa di là un napoletano, sente il fruttivendolo urlare Aggio bello grosso! e dice: Anch’io l’aggio bello grosso, ma non lo vado mica a gridare in giro…” ha ha ha…

… no, è che quando penso a mio marito, morto 35 anni fa, che ci volevamo un bene dell’anima, mi vien da fare la stupidina. Lavorava alle ferrovie. Aveva la terza media, ma sapeva dieci lingue. Non fosse morto, adesso sarebbe a capo delle ferrovie. Io lo dico sempre: non mandate i vostri figli a laurearsi: che imparino le lingue. Le lingue sono importanti! Infatti, mia figlia…

… dopo tre ore di esposizione prolungata al sole atterro con una gomitata sulla nuca un bambino cinese per farmi rivelare il segreto delle nuvole di drago. Ma scopro, mio malgrado, dopo averlo atterrato, che non è cinese. E non è neppure un bambino. E’…

… di dove siete? Non siete di venezia. Sapete quanti canali ha venezia? Ne ha tre. E quanti ponti? E le gondole, sapete come vengono fatte le gondole? Con cinque legni diversi. Io parlo cinque lingue: francese, italiano, inglese, spagnolo, greco. Ho ottantadueanni ma non li dimostro, he. E la mia casa, i miei genitori la comprarono per 32000 lire, ora vale cinque miliardi. L’ho già regalata a mia figlia, è una casa del milleottocento, sa? Quando c’è il mercatino dell’usato a padova?…

… dopo cinque ore di insolazione, senza cappello, senza un goccio d’acqua, nel tentativo di raggiungere il collasso, mi appare Elio Vittorini. Elio! dico. Eh Alessà, dice lui, tu sei in preda agli astratti furori! E tu? che ci fai qui?, gli chiedo. Astratti, dice lui, non eroici, non vivi, capisci?! Eh, Elio, dico io, è dura, qui…

… della biennale mi rimarrà in mente solo il genio bastardo di damien hirst e un sottile senso di apocalisse imminente…

... p.s. il rosa-porcello è un colore bellissimo per la biancheria, si intona perfettamente col verde rettile, e non capisco perchè certe persone non vogliano stare al passo coi tempi...