domenica 7 aprile 2002

Novembre 1936 – paul éluard
(traduzione: Franco Fortini)

Guardateli al lavoro i costruttori di macerie
sono ricchi pazienti neri ordinati idioti
ma fanno quel che possono per esser soli al mondo
stanno agli orli dell’uomo e lo colmano di sterco
piegano fino a terra palazzi senza capo.

A tutto ci si abitua
ma a questi uccelli di piombo no
ma non al loro odio per tutto quel che luccica
non a lasciarli passare.

Parlate del cielo e il cielo si vuota
poco ci importa l’autunno
i nostri padroni hanno pestato i piedi
noi l’abbiamo dimenticato l’autunno
dimenticheremo i padroni.

Città secca oceano d’una goccia scampata
di un unico diamante coltivato alla luce
Madrid città fraterna a chi ha patito
lo spaventoso bene che nega essere esempio
a chi ha patito
l’angoscia indispensabile perché splenda quel bene.

E alla sua verità salga la bocca
raro alito sorriso come rotta catena
e l’uomo liberato dal suo passato assurdo
levi innanzi ai fratelli un volto eguale

e alla ragione dia vagabonde ali.