martedì 10 giugno 2003

Il termometro della banca segna 36 gradi. Se sale ancora la temperatura, come hanno pronosticato, andremo tutti in giro in uno stato perenne di febbre.
Potrebbe essere interessante.

Il matto di filosofia, quello con la barba e il faldone pieno di carte sotto il braccio, quello che se ti becca a parlare non ti molla più con i suoi deliqui sconnessi sulla filosofia di Hegel e della vita di Hegel e di quando ha conosciuto Hegel neanche fosse il Numero Uno di Alan Ford, il matto di filosofia mi vede passare in bicicletta e mi saluta con la mano destra (perché la sinistra è occupata dal faldone grigio enorme) e mentre gli passo davanti, con una voce flebile, chiudendo e aprendo ancora la mano destra, mi guarda e mi dice: “Sono trentaquattro gradi…”
“Eh anche di più!”, gli dico senza fermarmi…

Mi chiedo quanto manchi a quando anche io vedro' e parlero' coi miei scrittori.
- Ma cazzo: hai finito tutte le birre? Le ho appena comprate, Ray. Mi avevi detto che ne eri uscito…
- Preferirei di no, Hermann. La pesca non fa per me.
- Fedor, smettila con questi attacchi epilettici! L’ho notato, sai, che ti vengono solo quando dico che L’Idiota non l’ho finito di leggere.

E via e via dicendo…