lunedì 21 luglio 2003

Ah, siamo ridotti a questo, siamo ridotti alle pippe, eh, siamo ridotti a impipparci di pippe tutto il giorno, 182 pippe al giorno per intontirsi - guarda che occhiaie che c’hai, guardati le mani, c’hai calli neanche suonassi la chitarra. Siamo arrivati a questo?
Be’ no.
NON NEGARE! Guarda che mi fai girare le palle si neghi, guarda che mi viene da tirarti due pugni sulle orecchie, poi altro che pippe, perdi il senso dell’equilibrio, perdi di vista la tua stessa anatomia poi ti ritrovi a smanettarti la caviglia, non negare che ti ho visto.
No, io…
Ah, no? Ma cosa credi, che nessuno si faccia le pippe? Tutti se le fanno, ma tu… tu… diobuono tu te ne fai un sacco.
Ma io, cioè-
Fossero solo pippe fisiche, non sono solo pippe fisiche, ti fai 824mila pippe fisiche solo per cancellare le pippe mentali, negalo se hai il coraggio.
Ma noo, io pippe mentali non…
Hai il coraggio di negare! Hai il coraggio di negare il non negabile, l’evidente, il trascendentemente visibile a tutti: il tuo spiccato senso per la contorsione mentale, per i processi psichici disturbati, per le paranoie fumose e intorcolate, vorresti forse negare tutto ciò, vorresti forse sfuggire alle ombre che si stampano attraverso il tuo cervello su tutto quello che vedi?
Ma i miei pensieri sono processi logici formalmemente inattaccab-
Sei uno sfigato. Ma chi credi di imbrogliare? Vuoi che ne parliamo? Vuoi che parliamo di domenica?
Domenica?
Sì, domenica. In libreria?
Ci sono andato perché c’era l’aria condizionata.
La smetti di fare il sottoproletario? Che mi fai incazzate quando fai il sottoproletario che va in libreria perché c’è l’aria condizionata, mi fai incazzare come una carogna schiantata, visto che non sei un sottoproletario anzi, visto che l’aria condizionata ce l’hai pure in casa, non capisco perché fai il sottoproletario, minchiatanta, minchiarotta, mi fai anche dire certe parolacce che non stanno in cielo in terra
Be’ sono andato a fare un giro…
Sì, ok, e c’era questa tipa.
Che tipa?
Lo sai che sei bravo? Allora la racconto io, stacosa. Eri seduto a leggere a scrocco come fai sempre quando fai finta di essere un sottoproletario, che non sei, e hai visto una tipa che ti piaceva l’anno scorso. Neghi?
Io, non, davvero forse non…
Vuoi descriverci com’era?
Be’ carina. Capelli chiari. Aveva la fronte che veniva un po’ in fuori, tipo elephant man, hai presente?
Ma ti sembra carina una descritta così? Ma sei capace di descrivere una ragazza? Facciamo un esempio. Sei convinto che M. sia molto bella, no? Allora descrivimela.
Che dire… Ha il naso con la gobba, i capelli corti ed è piuttosto piatta e poi-
No, smettila, meglio non peggiorare ulteriormente la tua situazione… Proviamo così: perché ti piaceva la tipa della libreria?
Boh, forse per l’accento un po’ friulano, forse perché portava i sandali senza smalto sulle unghie dei piedi.
E quindi cosa hai fatto?
L’ho sbirciata da dietro il libro che leggevo. Era un libro Einaudi, parlava de…
Non tentare di cambiare discorso con me, che non sei in grado. Dimmi cosa hai fatto.
Niente.
Le hai parlato?
No.
No?
Ho cercato di ricordarmi come si chiamava. Poi mi sono svolto in testa il possibile dialogo. E nella mia testa il possibile dialogo finiva male.
Quanto male?
Molto male. Mi picchiava. Mi tirava tutti i libri della libreria addosso. Poi mi saltava con entrambi i sandali sullo stomaco, cinque, sei volte. Oppure diventava appicciocosa. Alla fine voleva sposarmi. Voleva quindici figlie da me. Tutte femmine. Io volevo solo un cane, lei quindici figlie. Ma l’aveva vinta lei. E poi tutte e sedici complottavano contro di me, mi mettevano il formaggio nella pasta, che lo sanno che a me non mi piace il formaggio nella pasta e-
Basta, basta, ho capito. E quindi?
Quindi mi sono nascosto. Ho tentato la mossa telepatica. Ho pensato intensamente: parlami.
Ti ha parlato?
No. Non mi ha neanche visto.