martedì 1 luglio 2003

"In giardino ci sono due ulivi piantati in un vaso. Vicino agli ulivi ci sono due tavoli; sui tavoli ci sono penne, pastelli e foglietti. Il visitatore è invitato a scrivere un messaggio di pace sui foglietti, poi appenderli con dello spago agli ulivi. Gli ulivi, ieri, erano pieni di foglietti: sui foglietti c'era scritto: "pace", per esempio, oppure "l'arte porta alla pace", o anche "basta guerre". Alcuni foglietti erano disegnati. Oppure c'erano messaggi d'amore. Si sprecavano gli insulti a berlusconi, bush e blair. (Previti in galera; Scolo a Berlusconi, per dirne due) Tutti i foglietti erano abbastanza raggiungibili. Poi ce n'era uno più in fondo, più vicino al tronco dell'albero. Era un albero molto fitto. Per raggiungere quel foglietto ho dovuto intorcolarmi all'interno dell'ulivo. Ho dovuto allungare il braccio, scostare rami e foglie. Avvicinare la testa all'interno dell'ulivo. Pensavo: se qualcuno si è preso la briga di mettere un foglietto così in fondo, deve sicuramente aver scritto qualcosa di speciale. Mi sono scorticato il braccio e il viso per raggiungerlo, tra i rami. Ero incastrato nell'ulivo, chinato e fagocitato dai rami appuntiti. E quando ho raggiunto l'ultimo foglietto, quello appeso nell'intrico, l'ho letto. E sai cosa c'era scritto? Figa. Figa, c'era scritto..."