venerdì 4 luglio 2003

Incomprensibile
Svegliarsi e non trovare gli occhiali. Camminare sbandando per casa. Sbattere contro una porta chiusa. Stare rintronati di fronte alla porta chiusa contro la quale si è sbattuto per qualche istante. Toccare la porta chiusa contro la quale ci si è procurati un trauma cranico di non lieve entità, per verificare che sia veramente lì. Immaginare di essere qualcun altro, dietro, alle spalle, che ti osserva mentre stai fermo davanti alla porta, senza occhiali, con un bernoccolo grande come una palla da tennis. Girarsi e sorridere alla persona che si immagina essere dietro di sé e dire: “Eh, non l’avevo vista”, intendendo la porta. Immaginarsi che il sé davanti a sé, quello che ti osserva mentre stai immobile davanti alla porta, scuota la testa e se ne vada. (Pensare che fa male all’immaginazione stare troppo da soli.) Girare in cerchio alla ricerca degli occhiali.
Pensare, pensando di essere brillanti, che per trovare gli occhiali ti servirebbero gli occhiali.